Tag utilizzati: educazione ambientale

Sensibilizzazione #2: Operazione Trashware

Il ciclo di vita dei prodotti informatici è spesso sottovalutato. Il mercato alimenta sempre continue domande di gadget elettronici.
L’esempio più classico è quello dell’azienda di Steve Job che ogni anno introduce una nuova versione dei suoi nuovi prodotti informatici. I fanatici della mela, appena subodorano l’uscita del nuovo, mettono sistematicamente in vendita il prodotto dell’anno, a scapito anche di un’ottima fattura che in genere garantisce una tenuta del cospicuo investimento iniziale.

Confesso che anche il sottoscritto è affascinato dalla “mela peccatrice” ma, nel mentre, il suo vecchio portatile del 2003 con un semplice pentium ha riacquisito la sua dignità e operatività grazie a linux. Una volta una radio in casa durava decenni, non capisco perché si cambi un pc ogni quattro.

Quanti di noi però mentre pensano all’ennesimo “i-core” sullo scaffale conoscono gli impatti reali sull’ambiente di queste scelte di consumo ?

In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti come Arpa Piemonte abbiamo riflettuto sull’opportunità di cedere all’associazione Officina Informatica Libera quaranta personal computer e accessori ritenuti obsoleti per le attivita’ istituzionale. L’associazione beneficiaria è  impegnata da anni in Piemonte nel campo della promozione dell’informatica libera attraverso il riutilizzo di materiale informatico obsoleto realizzando aule informatiche in progetti di cooperazione internazionali e di riduzione del digital divide.
L’iniziativa ha preso piede come prassi amministrativa garantendo anche una formattazione delle memorie di massa ai sensi delle disposizioni sulla privacy, e in questo mese altri novanta pc e monitor sono stati recuperati a nuova vita.
Su queste macchine viene istallato come sistema operativo Ubuntu che funziona benissimo per i pensionati che lo utilizzano prima nei corsi SPI CGIL e poi a casa.
Per l’occasione con OIL abbiamo realizzato un video che cerca di sensibilizzare sul tema.

E’ proprio il caso di una logica vincente per tutti gli attori in gioco: la pubblica amministrazione risparmia i soldi dello smaltimento, chi non può ha l’occasione di alfabetizzarsi informaticamente, e il comune risparmia metri cubi di discarica. L’anello debole è l’approccio volontario delle aziende che donano e delle persone che dedicano gratuitamente il proprio tempo a questa operazione.
Questo ciclo virtuoso merita di ampliarsi: basterebbe una modifica del regolamento comunale sulla raccolta dei rifiuti che obblighi le aziende e le pubbliche amministrazioni di medio-grande dimensione a donare i pc dismessi (su un’azienda di 400 occupati normalmente si assiste ad una dismissione di 30 pc all’anno) e molte scuole e centri per gli anziani avrebbero aule informatiche adatte ai loro scopi.

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Sensibilizzazione #1:Controllo delle biciclette dei dipendenti

Lunedi si è aperta ufficialmente la Settimana UNESCO dell’Educazione Sostenibile quest’anno dedicata ai temi della mobilità.

L’iniziativa ha riscosso un interessante successo ed il calendario delle iniziative ancora in corso offre molti spunti.

Come ente pubblico abbiamo aderito predisponendo un piccolo banchetto con materiale relativo ai servizi di bike sharing della Città di Torino, all’utilizzo corretto della bici in ambito urbano e alla promozione di un uso corretto ed ecologico delle autovetture.

Ai vari accessi del garage aziendale sono stati collocati manifesti tipo questo.

Ho inoltre curato personalmente anche un pannello Mobilitiamo la sostenibilità dove si indicano tutte le politiche di mobilità sostenibile dell’Ente.

L’esperienza più simpatica però è stata ieri quando abbiamo concordato con una ciclofficina vicino all’Ente – Ciclobus – un controllo delle biciclette dei dipendenti.  L’idea mi è venuta in mente leggendo su internet un’analoga iniziativa della Regione Emilia Romagna in occasione del Car Free City di settembre.

Il tempo inclemente (pioggia) ha fatto sì che solo una dozzina di impavidi ciclisti abbiano raggiunto il posto di lavoro in bici (io ho dovuto testare il mio poncho) e abbiano richiesto il controllo.

L’interesse però è stato tanto tra i colleghi che, incuriositi, si fermavano all’uscita da lavoro.

Un’iniziativa a costo zero per l’Ente che replicheremo sicuramente in primavera.

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