Nel 2007 il suo amministratore delegato Terry Leahy annuncio la rivoluzione verde per la sua Tesco , una delle più importanti catene commerciali del Regno Unito.
Un impegno che ha riguardato l’etichettattura dell’impronta di carbonio di circa 500 prodotti, un modo per sensibilizzare il consumatore e favorire le sue scelte ecologicamente corrette.
Lo sforzo a detta dello stesso amministratore, come riporta il Financial Times, si è rivelato costoso e poco vantaggioso. La raccolta e elaborazione dei dati dai vari fornitori richiedeva parecchio tempo e i consumatori finali, da indagini effettuate dalla stessa Tesco, hanno avuto difficoltà a comprendere la finalità dell’etichetta.
Molto probabilmente questo aspetto ha reso difficile costruire un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che non hanno seguito l’azienda britannica favorendo un meccanismo di massa critica che poteva ridurre i costi di calcolo dell’etichetta.
Secondo il parere degli analisti,la Tesco non è da condannare per il suo passo indietro: la fine di un clima di ottimismo e speranza nei confronti della lotta al cambiamento climatico, molto forte nel 2007, e la scarsa preparazione dell’opinione pubblica rappresentano due handicap cui il mercato ha dimostrato di non poter far fronte.





















