Archivio per categorie: Politica ambientale

Passi indietro della Tesco sulla carbon footprint di prodotto

Nel 2007  il suo amministratore delegato Terry Leahy annuncio la rivoluzione verde per la sua Tesco , una delle più importanti catene commerciali del Regno Unito.

Un impegno che ha riguardato l’etichettattura dell’impronta di carbonio di circa 500 prodotti, un modo per sensibilizzare il consumatore e favorire le sue scelte ecologicamente corrette.

Lo sforzo a detta dello stesso amministratore, come riporta il Financial Times, si è rivelato costoso e poco vantaggioso. La raccolta e elaborazione dei dati dai vari fornitori richiedeva parecchio tempo e i consumatori finali, da indagini effettuate dalla stessa Tesco, hanno avuto difficoltà a comprendere la finalità dell’etichetta.

Molto probabilmente questo aspetto ha reso difficile costruire un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che non hanno seguito l’azienda britannica favorendo un meccanismo di massa critica che poteva ridurre i costi di calcolo dell’etichetta.

Secondo il parere degli analisti,la Tesco non è da condannare per il suo passo indietro: la fine di un clima di ottimismo e speranza nei confronti della lotta al cambiamento climatico, molto forte nel 2007, e la scarsa preparazione dell’opinione pubblica rappresentano due handicap cui il mercato ha dimostrato di non poter far fronte.

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Il ruolo delle organizzazioni non governative nella tutela dell’ambiente.

European Environment Agency

Image via Wikipedia

Una nuova governance europea è necessaria per rispondere alle pressioni dell’ambiente. E’ questa la conclusione dell’ultimo rapporto pubblicato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) dal titolo Global Governance: the Rise of the Non-State Actors. Il rapporto descrive il ruolo delle associazioni non governative e delle organizzazioni scientifiche che risultano sempre più coinvolte. Un dato significativo di questa importanza è rappresentato dal numero di associazioni consultate dall’ONU nei vari processi negoziali: dalle 700 organizzazioni di Rio 1992 si è passati alle 3.200 ad un anno dalla ricorrenza di Rio +20, prossimo summit mondiale che dovrà riconsiderare l’importanza dei modelli di governance multi-livello e multi-stakeholder.

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La prima autostrada dell’idrogeno è in Galles

Al fine di ridurre le emissioni dannose prodotte dal settore dei trasporti, il governo britannico vuole incentivare lo sviluppo delle tecnologie relative ai carburanti alternativi. C’è l’intenzione di creare una Low Carbon Economic Area (Lcea) dedicata all’idrogeno e guidata dal sud del Galles, in stretta collaborazione con il sud-ovest del paese e di realizzare un’autostrada dell’idrogeno provvista di stazioni di rifornimento per le vetture a emissioni zero, lungo l’arteria M4. “L’idrogeno offre grandi opportunità in termini di basse emissioni di carbonio e vogliamo che il Regno Unito sia in prima linea”, ha dichiarato il segretario agli Affari di Stato Mandelson.

L’attribuzione della denominazione Lcea farà del Galles la zona di maggiore concentrazione di progetti per lo sviluppo di queste nuove tecnologie. Si sta inoltre studiando un piano di incentivi per accelerare la crescita del settore dei combustibili alternativi e c’è la volontà di sensibilizzare le persone all’uso del trasporto pubblico.

In accordo con le maggiori case automobilistiche del Galles si sta cercando anche di spronare il settore del trasporto privato a favore dei mezzi non inquinanti, con un contributo statale di 500mila sterline destinato agli impianti di ricarica delle vetture elettriche e di rifornimento per i mezzi ad idrogeno, gas e metano posizionati lungo l’autostrada M4, che percorre una vasta area del Galles, con la previsione di estendere la rete di rifornimento alla città di Londra e nelle Midlands.

(Fonte: ANCI Ricerche)

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Una mappa sugli effetti del global warming

Un gruppo di scienziati ha creato questa mappa di Google che mostra i probabili effetti del cambiamento climatico nelle varie zone del mondo.
E’ possibile selezionare gli effetti sulle persone, l’ambiente, gli oceani, gli ecosistemi e le temperature.

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Il reporting ambientale europeo sta migliorando

European Environment Agency

Image via Wikipedia

E’ questo il risultato che emerge dall’ultimo rapporto Eionet pubblicato sul sito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA)

I dati ambientali delle singole nazioni europee come quelli relativi ad emissioni in atmosfera, qualità dell’aria, qualità dell’acqua e aree protette sono essenziali per capire e rispondere ai cambiamenti ambientali in atto.

Dal 2000 ad oggi le nazioni europee hanno migliorato significativamente il rilascio dei dati ambientali all’Agenzia Europea dell’Ambiente. La misura dei trend ambientali è ormai diventata una routine per molti paesi del vecchio continente.

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L’Agenzia Europea per l’Ambiente apre un forum ambientale per i cittadini europei

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) continua nel suo sforzo di fornire più canali di comunicazione con i cittadini europei.

European Economic Area (EEA)

Image via Wikipedia

Dopo aver aperto propri canali sui principali social network ha deciso di inaugurare pochi giorni fa un vero e proprio forum ambientale europeo dove è possibile ottenere chiarimenti sui principali temi ambientali.

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Nuova pubblicazione: Politiche per l’ambiente (UTET)

E’ stato pubblicato di recente per UTET Università il manuale “Politiche per l’ambiente. Dalla Natura al territorio” a cura di Marco Bagliani ed Egidio Dansero.

Si tratta della seconda edizione di uno dei primi manuali sulle politiche ambientali che a metà degli anni novanta formarono generazioni di studenti e tecnici su temi nuovi come gli indicatori ambientali, le valutazioni di impatto ambientale e l’ecogestione. La prima edizione fu promossa dalla geografa Anna Segre una delle prime studiose della materia e conteneva preziosi contributi di professori come Zeppetella ormai scomparsi.

All’epoca questo manuale mi aprì un settore inesplorato durante gli anni universitari e da questa lettura e dall’incontro di persone straordinarie come Egidio Dansero ho deciso di intraprendere la professione di economista ambientale.

In questa edizione c’è un mio contributo sugli attori delle politiche ambientali e sugli strumenti volontari.

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