Archivio mensile giugno 2011

Una mappa sugli effetti del global warming

Un gruppo di scienziati ha creato questa mappa di Google che mostra i probabili effetti del cambiamento climatico nelle varie zone del mondo.
E’ possibile selezionare gli effetti sulle persone, l’ambiente, gli oceani, gli ecosistemi e le temperature.

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Il reporting ambientale europeo sta migliorando

European Environment Agency

Image via Wikipedia

E’ questo il risultato che emerge dall’ultimo rapporto Eionet pubblicato sul sito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA)

I dati ambientali delle singole nazioni europee come quelli relativi ad emissioni in atmosfera, qualità dell’aria, qualità dell’acqua e aree protette sono essenziali per capire e rispondere ai cambiamenti ambientali in atto.

Dal 2000 ad oggi le nazioni europee hanno migliorato significativamente il rilascio dei dati ambientali all’Agenzia Europea dell’Ambiente. La misura dei trend ambientali è ormai diventata una routine per molti paesi del vecchio continente.

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San Paolo bianca per combattere il cambiamento climatico

Il consiglio comunale della città di San Paolo ha approvato all’unanimità il disegno di legge che prevede nuove costruzioni con tetti rigorosamente bianchi, al fine di combattere il riscaldamento climatico e di risparmiare la maggior quantità possibile di energia. Uno dei primi vantaggi di questo provvedimento è infatti la diminuzione dell’uso di climatizzatori, che consumano quantità eccessive di energia elettrica. Il bianco è il colore che assorbe meno raggi solari, riflettendoli e respingendoli, e contribuisce a combattere la canicola estiva che opprime la città brasiliana. Inoltre, una copertura bianca ha un ciclo di vita maggiore, poiché le alte temperature tendono a rovinare i tetti, già soggetti all’usura del tempo. Il provvedimento dovrà essere votato per una seconda volta, in seduta plenaria, prima di diventare ufficiale ed essere applicato. L’idea è difesa e portata avanti da più di tre anni, dall’Ong Green Building Council Brasil, che ha finanziato gli studi in materia ed ha lanciato la campagna mediatica intitolata One Degree Less. Con una superficie di almeno il 25% ricoperta da tetti bianchi, questo provvedimento rappresenta una soluzione efficace per ridurre il riscaldamento climatico della metropoli. I ricercatori sostengono questo progetto ma sottolineano che per svilupparlo al meglio dovranno essere presi in considerazione anche altri fattori, come i materiali utilizzati nella costruzione dei tetti.

(Fonte: Fondazione ANCI Ricerche)

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L’Agenzia Europea per l’Ambiente apre un forum ambientale per i cittadini europei

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) continua nel suo sforzo di fornire più canali di comunicazione con i cittadini europei.

European Economic Area (EEA)

Image via Wikipedia

Dopo aver aperto propri canali sui principali social network ha deciso di inaugurare pochi giorni fa un vero e proprio forum ambientale europeo dove è possibile ottenere chiarimenti sui principali temi ambientali.

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Il metro di Madrid alimentato con la geotermia

Palace of Communications

Image via Wikipedia

L’amministrazione madrilena punta sulla sostenibilità nel settore dei trasporti ed avvierà un progetto per utilizzare l’energia geotermica nella climatizzazione della metropolitana della capitale spagnola, finanziato dal Ministero dei Trasporti con un investimento di 700mila euro. L’intervento permetterà di risparmiare fino al 75 per cento di energia e di ridurre del 50 per cento le emissioni di CO2. La stazione della metro di Pacifico a Madrid si trasformerà nella prima stazione capace di generare energia per la climatizzazione grazie ad un sistema di scambio energetico basato sulla geotermia. Realizzerà questo progetto la società spagnola Sensus, specializzata in tecnologie del settore energetico. Nella metropolitana si produce un riscaldamento dovuto al calore disperso dai motori, dai sistemi frenanti dei treni e dagli impianti di illuminazione, nonché al calore corporeo dei passeggeri. Parte di questo calore viene ceduto al sottosuolo che, trattenendolo, aumenta così la sua temperatura naturale, un po’ come avviene in una grotta, dove si mantiene una temperatura costante e fresca. Grazie all’applicazione di sistemi di sfruttamento del calore geotermico si è riusciti a utilizzare il sottosuolo come fonte di calore in inverno e come dissipatore termico in estate.

Per ottimizzare lo scambio di calore è stata installata una pompa collegata a un sistema di tubazioni sotterranee inserite nel terreno a una profondità media di 145 metri e all’interno di un fluido, in questo caso l’acqua, che facilita lo scambio di energia. Questo progetto verrà poi esteso ad altre stazioni della metropolitana, insieme ad altri importanti interventi sul risparmio energetico come per esempio l’installazione di accumulatori sui treni per recuperare parte dell’energia prodotta in frenata.

(Fonte: Fondazione ANCI Ricerche)

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Mappeelettorali.it: quando google maps sposa la politica

La passione per le mappe e per il cosidetto geomashup raggiunge anche le sfere della politica.

Fino a questo momento non avevo mai incontrato esperienze di mapping politico tranne quelle realizzate a fine informativo a pochi giorni dalle elezioni o dalle primarie (su questo sito ne abbiamo parlato nei mesi scorsi).

Il panorama della raccolta dei dati elettorali e della loro fruizione è molto variegato. Il Comune di Torino per esempio pubblica i dati sul servizio “MappaTO” entro 24 ore dalla chiusura dei seggi con un’informazione  che arriva fino alle preferenze di lista per ciascun seggio.

La novità degli ultimi giorni è che sono venuto a conoscenza tramite una richiesta di aiuto in una mailinglist di appassionati di GIS di un tentativo di un ragazzo sardo che sta tentando di mettere in linea i dati dell’ultima tornata elettorale.

Mappeelettorali.it utilizza tecnicamente alcune funzionalità di google come Fusion Table e le Api charts ormai alla portata di tutti. Il problema maggiore è trovare i dati sezione per sezioni e renderli compatibili (il cosidetto “data-scraping”) con i formati standard (csv, xls, geo-rss e simili).

Da qualche mese sto studiando le potenzialità delle Fusion Tables che ampliano di molto le funzionalità di mapping di Google documenti di cui ho parlato in precedenti post.

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Nuova pubblicazione: Politiche per l’ambiente (UTET)

E’ stato pubblicato di recente per UTET Università il manuale “Politiche per l’ambiente. Dalla Natura al territorio” a cura di Marco Bagliani ed Egidio Dansero.

Si tratta della seconda edizione di uno dei primi manuali sulle politiche ambientali che a metà degli anni novanta formarono generazioni di studenti e tecnici su temi nuovi come gli indicatori ambientali, le valutazioni di impatto ambientale e l’ecogestione. La prima edizione fu promossa dalla geografa Anna Segre una delle prime studiose della materia e conteneva preziosi contributi di professori come Zeppetella ormai scomparsi.

All’epoca questo manuale mi aprì un settore inesplorato durante gli anni universitari e da questa lettura e dall’incontro di persone straordinarie come Egidio Dansero ho deciso di intraprendere la professione di economista ambientale.

In questa edizione c’è un mio contributo sugli attori delle politiche ambientali e sugli strumenti volontari.

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Sensibilizzazione #2: Operazione Trashware

Il ciclo di vita dei prodotti informatici è spesso sottovalutato. Il mercato alimenta sempre continue domande di gadget elettronici.
L’esempio più classico è quello dell’azienda di Steve Job che ogni anno introduce una nuova versione dei suoi nuovi prodotti informatici. I fanatici della mela, appena subodorano l’uscita del nuovo, mettono sistematicamente in vendita il prodotto dell’anno, a scapito anche di un’ottima fattura che in genere garantisce una tenuta del cospicuo investimento iniziale.

Confesso che anche il sottoscritto è affascinato dalla “mela peccatrice” ma, nel mentre, il suo vecchio portatile del 2003 con un semplice pentium ha riacquisito la sua dignità e operatività grazie a linux. Una volta una radio in casa durava decenni, non capisco perché si cambi un pc ogni quattro.

Quanti di noi però mentre pensano all’ennesimo “i-core” sullo scaffale conoscono gli impatti reali sull’ambiente di queste scelte di consumo ?

In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti come Arpa Piemonte abbiamo riflettuto sull’opportunità di cedere all’associazione Officina Informatica Libera quaranta personal computer e accessori ritenuti obsoleti per le attivita’ istituzionale. L’associazione beneficiaria è  impegnata da anni in Piemonte nel campo della promozione dell’informatica libera attraverso il riutilizzo di materiale informatico obsoleto realizzando aule informatiche in progetti di cooperazione internazionali e di riduzione del digital divide.
L’iniziativa ha preso piede come prassi amministrativa garantendo anche una formattazione delle memorie di massa ai sensi delle disposizioni sulla privacy, e in questo mese altri novanta pc e monitor sono stati recuperati a nuova vita.
Su queste macchine viene istallato come sistema operativo Ubuntu che funziona benissimo per i pensionati che lo utilizzano prima nei corsi SPI CGIL e poi a casa.
Per l’occasione con OIL abbiamo realizzato un video che cerca di sensibilizzare sul tema.

E’ proprio il caso di una logica vincente per tutti gli attori in gioco: la pubblica amministrazione risparmia i soldi dello smaltimento, chi non può ha l’occasione di alfabetizzarsi informaticamente, e il comune risparmia metri cubi di discarica. L’anello debole è l’approccio volontario delle aziende che donano e delle persone che dedicano gratuitamente il proprio tempo a questa operazione.
Questo ciclo virtuoso merita di ampliarsi: basterebbe una modifica del regolamento comunale sulla raccolta dei rifiuti che obblighi le aziende e le pubbliche amministrazioni di medio-grande dimensione a donare i pc dismessi (su un’azienda di 400 occupati normalmente si assiste ad una dismissione di 30 pc all’anno) e molte scuole e centri per gli anziani avrebbero aule informatiche adatte ai loro scopi.

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